Maria Marchetta: a sessant’anni dalla morte una testimonianza ancora viva

La comunità di Grassano vuole ricordare la Serva di Dio Maria Marchetta nell’anniversario della nascita il 16 febbraio 1939 e per i sessanta anni dalla morte il 7 aprile 1966 .
Di questa illustre concittadina già da diversi anni si è conclusa l’inchiesta diocesana sulla fama di santità e l’eroicità delle virtù. Per la ricorrenza, la Commissione diocesana, guidata dai parroci delle tre parrocchie, ha invitato Don Donato Giordano, O.S.B.Oliv., Priore della Comunità dei Benedettini Olivetani di Matera e Rettore del Santuario Maria SS.ma di Picciano, nonché Direttore dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, a presenziare la concelebrazione eucaristica Domenica 15 febbraio alle ore 18,00 nella Chiesa Madre di Grassano. Don Donato, che ha guidato la Commissione storica nell’indagine sulla Serva di Dio, ricorderà a tutti la sua luminosa testimonianza.
L’introduzione della causa avvenne con il Decreto di costituzione del Tribunale Diocesano del vescovo di Tricarico Mons. Francesco Zerrillo il 17 settembre 1995. Il processo canonico si concluse con una sessione pubblica, la quarantanovesima, presieduta dal Vescovo Mons. Salvatore Ligorio, il 7 aprile del 2002, nella Chiesa Madre di Grassano, alla presenza dei vescovi della Basilicata e con grande concorso di popolo. Gli Atti dell’Inchiesta diocesana furono consegnati alla Congregazione delle Cause dei Santi il 26 ottobre 2002.
La fama di santità di Maria Marchetta, già diffusa non solo a Grassano ma anche in numerosi centri della regione, ricevette un nuovo impulso dall’ “Anno Marchettiano”, indetto dal vescovo Mons Vincenzo Orofino, che iniziò solennemente il 7 aprile 2006 alla presenza di S.E. Mons. Paolo Romeo, Nunzio Apostolico in Italia. Per promuovere l’approfondimento della spiritualità ecumenica e comunionale di Maria e perché fosse favorita la continuità della memoria e della preghiera da parte dei fedeli, il vescovo costituì un “Comitato Diocesano” a lei intitolato. Nella Chiesa Madre furono traslate le spoglie della Serva di Dio e sistemate in un loculo creato nella parete del transetto, a destra del presbiterio, nella cappella del S. Cuore. Nello stesso anno la comunità di Grassano accolse il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi per impetrare, in una solenne celebrazione eucaristica, il dono divino del riconoscimento della santità di Maria. Si moltiplicarono le iniziative per conoscere, approfondire e diffondere la testimonianza di questa ragazza, condizionata da una grave patologia neurologica, costretta per 15 anni a rimanere inchiodata a letto, “riversa bocconi” che, con una decisione radicale, offre la sua vita per amore del suo Signore e per l’unità dei cristiani. Numerosi furono i convegni, gli articoli di stampa, le pièces teatrali, i video documentari, le borse di studio per elaborati scritti e pittorici nelle scuola secondarie, Nel 4° Convegno della Chiesa Italiana che si svolse a Verona nel 2006 con il tema “Testimoni di Gesù risorto speranza del mondo”, tra i “Testimoni del ‘900” i Vescovi vollero inserire anche Maria Marchetta proponendola a tutti come un modello di santità laicale.
Il 30 marzo 2012, il Postulatore della Causa di Maria Marchetta, don Michele Celiberti, informava il Vescovo mons. Vincenzo Orofino della richiesta da parte della Congregazione delle Cause dei santi della necessità di arricchire “il materiale testimoniale e documentario”. Il 12 giugno 2013 a questo scopo il vescovo nominava e costituiva un nuovo Tribunale e una Commissione storica per un Supplemento di Inchiesta. Il 16 febbraio 2015 a conclusione del lavoro venivano inviati gli Atti alla Congregazione con nuove testimonianze e una dettagliata relazione storica. Tutta questa documentazione, depositata presso la Congregazione e approvata nella sua formulazione, attende ora di essere rielaborata da un nuovo Postulatore in una formulazione tipica che tecnicamente si chiama Positio. Essa dovrà passare al vaglio di una doppia Consulta per un esame di carattere storico e teologico e dovrà infine ricevere la valutazione conclusiva del congresso dei Cardinali.
Nel sessantesimo anniversario della morte, il Comitato intende riproporre all’attenzione di tutta la comunità diocesana la testimonianza della Serva di Dio, ponendo in evidenza l’attualità del suo messaggio e l’interesse che il racconto della sua vita potrebbe suscitare nelle nuove generazioni. Maria, «che non riusciva ad essere triste», ci rivela il frutto più maturo dell’offerta totale si sé per amore che è la scoperta della sua vocazione, del valore del suo sacrificio. Lo scrive in una pagina del diario alcuni giorni prima della morte: «Mio Dio il mio cuore è colmo di infinita riconoscenza di avermi fatto capire la necessità e la bellezza della sofferenza». In occasione di quella ricorrenza, martedì 7 aprile 2026, sarà organizzato un convegno diocesano che vedrà la presenza di Sua Eminenza Enrico Feroci, creato cardinale da Papa Francesco nel 2020 della diaconia di Santa Maria del Divino Amore, insieme al nostro Vescovo S.E. Mons. Benoni Ambarus, e altri relatori a cui seguirà la concelebrazione eucaristica.

Grassano, 13 febbraio 2026

Don Giovanni Grassani
Delegato Commissione “Maria Marchetta”