Nel pomeriggio di sabato 26 settembre, presso il centro pastorale “Mater Ecclesiæ” di Garaguso Scalo si è svolta l’Assemblea diocesana di inizio Anno pastorale presieduta dal nostro Vescovo Benoni. Dopo la preghiera iniziale in cui è risuonata nell’assemblea la Parola di Dio tratta dal libro degli Atti degli Apostoli al capitolo dieci (l’episodio di Pietro e del centurione Cornelio), il vescovo ha illustrato le linee pastorali per il prossimo anno. Attraverso il percorso «Dalla ferita alla fraternità responsabile» lo scorso anno le comunità hanno imparato ad ascoltarci, a riconoscere le ferite che abitano in esse e a sperimentare la conversazione nello Spirito come stile ecclesiale. Non si è trattato semplicemente di un metodo, ma di una vera esperienza di Chiesa: una Chiesa che si mette in ascolto della Parola, dello Spirito e dei fratelli. Le recenti Linee di orientamento della Conferenza Episcopale Italiana, significativamente intitolate Radicati e costruiti in Cristo, indicano alle Chiese locali quattro priorità fondamentali: riportare al centro il dono della fede, promuovere la vita comunitaria, sviluppare la corresponsabilità differenziata e verificare l’adeguatezza delle strutture ecclesiali. Tali orientamenti trovano una sorprendente consonanza con quanto è emerso dall’ascolto della nostra Chiesa diocesana. Dopo aver imparato l’ascolto, si è chiamati ora ad imparare a discernere insieme. La domanda che ha accompagnato il cammino pastorale dello scorso anno era: «Come possiamo tornare ad essere fratelli?». La domanda che bisogna ora porsi è più profonda: Come possiamo riconoscere ciò che lo Spirito sta dicendo oggi alla nostra Chiesa? Proprio imparare a compiere il discernimento comunitario sarà l’aspetto formativo generale della nostra Chiesa locale. L’Assemblea diocesana è stata arricchita dalla testimonianza del discernimento comunitario presentata da padre Carlo Casalone, gesuita, docente di teologia morale e presidente della Fondazione “Carlo Maria Martini”. Tutta la presentazione delle linee pastorali, contenute nei suoi dettagli nel sussidio pastorale, ha avuto al centro una lectio del vescovo sul brano risuonato nella preghiera iniziale, in modo particolare sul versetto «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone» (At 10, 34) icona del cammino pastorale 2026-2027. Il racconto dell’incontro tra Pietro e Cornelio appare significativo per accompagnare il percorso formativo diocesano. L’intero episodio è costruito attorno al tema del discernimento. Cornelio riceve una visione che lo prepara ad accogliere Pietro. Pietro, a sua volta, riceve una visione che lo libera dalle sue chiusure e lo dispone ad accogliere una novità inattesa. Entrambi vengono condotti dallo Spirito verso un incontro che nessuno dei due aveva programmato. Alla fine del racconto Pietro pronuncia una delle affermazioni più belle dell’intero libro degli Atti: «In verità mi sto rendendo conto che Dio non fa preferenza di persone». Questa espressione rappresenta forse la definizione più semplice e più autentica del discernimento ecclesiale. Discernere significa lasciarsi sorprendere da ciò che Dio sta facendo. Significa passare dalle proprie convinzioni alla scoperta della volontà di Dio. Significa riconoscere che lo Spirito opera spesso oltre i nostri schemi e precede continuamente i nostri progetti. Il Signore continua a guidare la sua Chiesa. Anche oggi, come accadde a Pietro e Cornelio, egli ci precede e ci invita a riconoscere la sua presenza. Il compito che attende la nostra Chiesa locale allora è anzitutto quello di educare lo sguardo a riconoscere l’opera di Dio che non fa preferenza di persone.







