COMUNICATO STAMPA
Domenica, 24 maggio 2026, alle ore 18:30, presso il Santuario diocesano di Fonti (Tricarico), si terrà il Convegno “Il Santuario di Santa Maria di Fonti: tra archeologia, storia e tradizioni popolari”, promosso dalla Diocesi di Tricarico all’interno del programma di iniziative organizzate per il mese di maggio in collaborazione con la Fontivision – Società cooperativa sociale, presidente Rocco Rosi. Il convegno, patrocinato dalla Regione Basilicata e dal Comune di Tricarico, sarà introdotto dagli interventi di saluto di S.E. Mons. Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico, e di don Nicola Soldo, rettore del Santuario diocesano e direttore dell’Istituto Teologico di Basilicata – Potenza. Introdurrà e coordinerà i lavori Antonietta Vizzuso, membro della Commissione per i Beni culturali e Arte sacra della Diocesi di Tricarico. Gli interventi sono affidati a Giusi Lavanga (dottoranda in archeologia – Università degli studi della Basilicata) che presenterà i “Siti di culto pagano nel territorio di Tricarico e San Chirico Nuovo. Alcuni dati archeologici”; Valeria Verrastro (Archivio storico Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo) che illustrerà “I Santuari mariani nella storia della pietà”; Carmela Biscaglia (Vice direttore Archivio storico Diocesi di Tricarico) che si soffermerà su “Il Santuario di Santa Maria di Fonti. Fasi storiche e costruttive”; e Nicola Martelli (studioso di antropologia) che affronterà il tema delle “Tradizioni popolari e i “capitoli” di Fonti”. Questo santuario campestre ha origini antichissime ed è meta di pellegrinaggi che dal Potentino e dal Materano vi giungono nelle domeniche di maggio per venerare la Vergine Maria fonte di Grazie. Sorge nel fitto bosco comunale di Fonti-Tre Cancelli su un’area di confine tra la provincia di Matera e quella di Potenza, e in un’area di notevole interesse archeologico per l’esistenza della città lucana di Civita di Tricarico. Il luogo è ancor oggi interessato da importanti tratturi della transumanza di greggi e mandrie dirette verso i pascoli dell’Abruzzo. Per le numerose tradizioni popolari, soprattutto canore, collegate alla devozione mariana e all’economia silvo-pastorale del luogo, è oggetto di studi da parte degli antropologi. Dobbiamo a Rocco Scotellaro la raccolta degli antichissimi canti popolari detti i “capitoli di Fonti” e la pubblicazione del racconto “La festa”.







